Dov’è l’utente nel modello di biblioteca? un’interessante conversazione avviata a Trieste durante il Convegno ACNP NILDE

Il Convegno ACNP NILDE a Trieste ha stimolato i partecipanti ad avviare alcune interessanti conversazioni, che vanno al cuore della professione. Nella Sessione del 23 maggio la conversazione ha toccato il tema dell’utente e la digitalizzazione delle risorse e dei servizi. Due approcci a confronto “Digitalizziamo e poi l’utente verrà” oppure “Concentriamoci sugli utenti e facilitiamogli la vita”.  In realtà, non sono due approcci diversi per la finalità, che è sempre quella di favorire l’utente, ma di metodologia per raggiungerli. E’ diversa anche la filosofia del bibliotecario: “reattiva”, cioè di risposta di nicchia ad una situazione avvertita di rischio anche se non imminente o “proattiva”, cioè di guidare il cambiamento in partnership con gli utenti.

Ho apprezzato la trasformazione delle caratteristiche genotipiche descritta da Cristina Cocever e Marco Chiandoni ma va a mio parere parzialmente corretta. La struttura resta: perché confondere il luogo fisico della biblioteca con l’organizzazione  di risorse e servizi che la biblioteca attua? la biblioteca potrà continuare e sarà necessaria anche per servizi virtuali! Il personale qualificato resta, ma è più qualificato. Nella trasformazione delle biblioteche da “collezioni a competenze”, il bibliotecario digitale è altamente qualificato, combinando le conoscenze bibliografiche con la competenza del contesto disciplinare in cui si lavora ed anche le competenze tecnologiche necessarie per realizzare i servizi. La biblioteca digitale ed anche la biblioteca ibrida – quella di cui si è parlato in queste due giornate – non implicano la disintermediazione, ma invece personale altamente qualificato che sappia comunicare con l’utente in modo innovativo.

La collezione continua ad essere organizzata per migliorare l’accesso e l’uso per un pubblico determinato ma i portali integrati sono superati dalle piattaforme, in cui non solo si offre l’accesso a risorse da scaricare ma si consente l’interazione con risorse e servizi che consentano di inserirsi nel flusso di lavoro dell’utente (in un approccio inside-out).

Ma l’utente dov’è? “Costruiamo la collezione e poi l’utente verrà” o in altre parole l’offerta crea la domanda! Concentrandosi nella consistenza delle risorse storiche, c’è stata l’evidenza della domanda rivelate dalle statistiche di NILDE. Risultato molto buono quindi!  ma mi chiedo quando le biblioteche avranno completato la digitalizzazione di questo patrimonio storico, in un certo senso “museificandosi”, quale ruolo continueranno ad avere?

Simonetta Righi, Maurizio Zani (Università di Bologna) e Monica Bucciarelli, Vanessa Maria Mancini, Lyda Lanciaprima (Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G.Caporale”) partendo dal contesto generale dell’istituzione e dal contesto specifico della comunità disciplinare hanno descritto la loro “visione del servizio” che è essenzialmente”Facilitiamo la vita dell’utente”. Sono partiti dalle priorità evidenziate di velocità di risposta, disorientamento sulle modalità di accesso e di visibilità dei prodotti della ricerca, combinando le risorse della biblioteca con strumenti software per nuovi servizi che soddisfano queste esigenze.

In conclusione, trovo che manca la comprensione di cosa sia la biblioteca digitale. Il riferimento necessario per me è il modello DELOS di biblioteca digitale inteso come “uno strumento a supporto dell’attività intellettuale, senza barriere di spazio, tempo, logiche, concettuali, o personali» (traduzione mia). Per DELOS le biblioteche digitali si sono evolute da sistemi centrati sul contenuto a sistemi centrati sulle persone, con il ruolo che è cambiato da quello di memoria statica per il recupero veloce delle informazioni a quello di facilitare la comunicazione, la collaborazione ed altre forme di condivisione”.

Le presentazioni hanno evidenziato due concetti diversi della biblioteca digitale: questa viene percepita come un deposito di contenuti digitali con dei servizi di ricerca collegati, o  come uno spazio virtuale (il sito Web, la piattaforma) dove trovare risorse digitali, servizi e strumenti software per facilitare la ricerca. 

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