Convergenza e MAB: qualche anticipo della discussione della Conferenza Satellite a Torino

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La convergenza delle biblioteche, archivi e musei è stata stimolata dalla tecnologia in molte aree del mondo ed anche aiutata da finanziamenti ed incentivi economici ricevuti da progetti europei e locali, tuttavia manca un’analisi critica delle diverse identità professionali e una ricerca sulla loro integrazione. Il MAB, insieme ad AIB Piemonte e le Biblioteche civiche di Torino ospitano la Conferenza Satellite di IFLA LTR Sezione Library Theory and Research, che si terrà a Torino il prossimo 13-14 agosto 2014.

Le domande che la Sezione IFLA Library Theory and Research si è posta sono:

  • “I fenomeni di convergenza digitale influenzano la convergenza disciplinare?”
  • “Quali sono i modelli di convergenza digitale in Europa, Asia e Stati Uniti e come si riferiscono alla riorganizzazione dei curricula accademici”.

Nella prima sessione della Conferenza Satellite dal titolo “Barriers and opportunities” Rubichi, Verna e Pagano (Università di Torino) parleranno dei modelli di spazio, fisico e virtuale delle istituzioni culturali usando il caso di studio di Montelupo Fiorentino. Prima di concentrarsi sullo stato attuale della digitalizzazione del patrimonio culturale, occorre riflettere su possibili ostacoli che possano influenzare l’usabilità e l’impatto culturale dei progetti. Russo (University di Torino) e Leonardi (Vercelli) affermano che è necessario un approccio “comprensivo” alla catalogazione, gestione e accesso alle collezioni. Gli investimenti anche enormi dedicati alla digitalizzazione di massa possono portare a risultati adeguati? Isto Huvila (Uppsala University) afferma che c’è un cambio di paradigma (game change) e c’è un gap tra letteratura degli informatici e dei professionisti, come anche c’è un gap su come i professionisti concepiscono il loro futuro.Il cambiamento di prospettiva sull’impatto degli oggetti culturali digitalizzati è molto controverso.

Nella seconda sessione dal titolo “Theoretical foundations and convergence of education” il centro della discussione sono i curricula universitari. Aparac (Zadar University) descrive la sua esperienza di docente che ha avuto l’opportunità di aprire un nuovo percorso universitario in Zadar, comprendente la carriera dalla prima Laurea triennale al Dottorato. La convergenza di archivi biblioteche e musei è stato alla base del curriculum insieme alla digitalizzazione dei beni culturali. Tre giovani bibliotecarie italiane Colombati (Università di Teramo), Galeffi (Biblioteca vaticana) e De Carolis (Università di Roma) descrivono il corso e-learning “Reloaded librarian” che hanno realizzato come lavoro di gruppo di un corso di aggiornamento AIB. Queste giovani colleghe offrono molte interessanti prospettive e suggerimenti su quello che MAB Italia potrebbe realizzare! mi auguro davvero che saranno ascoltate. Infine  Crumpton (University of North Carolina Greensborough) si concentra sul dibattito partito più di venti anni fa negli USA in cui dal ruolo di “content keeper” i professionisti dovevano essere educati al ruolo di “curator and instructor of content and access”, ora dopo venti anni la tecnologia è un altro elemento da considerare nella discussione.

Nella terza sessione, intitolata “Digital tecnology and access” le opportunità e sfide delle tecnologie per le professioni del patrimonio vengono affrontate riflettendo sugli aspetti teorici e concettuali. Pymm et al. (Charles Sturt University Australia) affrontano il tema attualissimo dei Big Data e tracciano alcune possibili prospettive per la formazione e la professione che si deve confrontare con questo fenomeno. Michetti (University of British Columbia) affronta il problema delle competenze tecnologiche dei professionisti descrivendo il lavoro fatto per gli archivisti nella definizione della Norma UNI, concludendo con una domanda senza risposta almeno per ora: la Norma UNI può facilitare o ostacolare la convergenza delle professioni del patrimonio? Pattuelli (Simmons College USA) infine descrive il lavoro del Gruppo LOD LAM che si pone come gruppo all’avanguardia nella convergenza LAM e presenta i primi risultati di questa comunità internazionale.

Una prima considerazione è che la maggior parte dei lavoro accettati (una selezione difficile di 1 su 3) è stata presentata da giovani italiani, compresi quei giovani italiani emigrati altrove ma non solo. Una seconda considerazione è che la Conferenza Satellite promette a mio parere di porre in modo innovativo i temi della convergenza MAB e spero che si possa fare un passo avanti insieme alla comunità internazionale.

In conclusione, non c’è migliore pratica che una buona teoria e si deve ripartire da questa!

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