Open Education: la condivisione facilita la formazione continua

Lo scorso 9 giugno ho partecipato a Roma al Seminario organizzato dal Progetto europeo OER up!(Open Educational Resources Uptake in adult education) in materia di Open Education per l’educazione degli adulti in Europa. La definizione di OER (Risorse Educative Aperte) è molto ampia e comprende ogni risorsa creata per insegnare, apprendere e fare ricerca, usata da educatori, studenti e studiosi autonomi, su qualsiasi supporto (digitale e cartaceo), accessibile per l’uso, l’adattamento e la ridistribuzione libera nel rispetto del copyright dell’autore.  OEP (Open Educational Practices) sono le pratiche di supporto alla creazione ed al riuso delle OER e comprendono: le strategie delle istituzioni,innovazione dei modi di insegnare ed apprendere, e la co-creazione dei contenuti da parte dei discenti.

Perché l’Open Education? perché aprire l’educazione, usando strumenti digitali innovativi? Promuovere le risorse educative aperte (OER) è in linea con la strategia d’Europa 2020 e risponde al bisogno emergente di formazione continua e contemporaneamente di innovazione della formazione. Tuttavia non c’è evidenza su come le OER siano utilizzate per promuovere l’apprendimento permanente e l’educazione degli adulti, anche se le opportunità di apprendimento aperte sono particolarmente rilevanti se si considera che gli studenti adulti hanno vincoli di tempo (ad esempio per responsabilità di lavoro e familiari) e le loro aspettative e ambizioni sono diverse da quelli degli studenti tradizionali.

Un rapporto dell’OCSE (2007: 20) afferma che “per sfruttare le opportunità offerte dalle OER, le istituzioni dovrebbero creare incentivi per stimolare i docenti a creare il materiale didattico del curriculum con almeno un elemento OER come parte dei doveri della posizione di insegnamento. Allo stesso modo l’uso di OER nella formazione continua dovrebbe essere incoraggiato e ci dovrebbe essere attenzione ad offrire OER per la formazione continua. “

Ines Kreitlein, Innovation Agency, Media and Creative Industries (MFG), Germany ha illustrato il Progetto OER up! che è stato lanciato nel settembre 2014. In uno spirito di apertura e di condivisione, lo scopo che si è posto il Progetto è quello di migliorare la partecipazione a Open Education e di aiutare gli istituti di educazione degli adulti a creare con successo OER (Open Educational Resources) e applicare OEP (pratiche didattiche aperte) cioè buone pratiche in materia di educazione degli adulti in Europa.

I principali obiettivi del Progetto sono stati:

  • Identificare lo status quo delle OER per l’educazione degli adulti (AEI)
  • Aumentare la consapevolezza del valore di OER & OEP
  •  Creare di un quadro di qualità di OER & OEP
  •  Migliorare le competenze digitali docenti
  • Dare supporto a AEI con la realizzazione e applicazione di una strategia sostenibile per pratiche educative aperte.

Un aspetto chiave che è stato evidenziato è la mancanza di leadership a livello politico. Infatti, nonostante numerose iniziative a diversi livelli di formazione e tra diverse comunità pionieristiche e isolate, non esiste attualmente alcuna legislazione che copra questo settore o fornisca anche una definizione comune di Open Education. In questo senso, una pubblicazione OCSE PIAAC afferma che “Mentre i paesi non possono cambiare il passato, le politiche progettate per fornire opportunità per l’apprendimento per tutta la vita di alta qualità può aiutare a garantire che gli adulti del futuro mantengano le loro competenze” (OCSE 2013, p.13 ).

Le attività di OER Up! sono state per questo motivo principalmente indirizzate a politici e amministratori (decisori) oltre che a professionisti dell’educazione degli adulti.

OERup risultati

I risultati del Progetto mi sembrano particolarmente interessanti:

  1. Training material: sulla base dell’analisi dei bisogni, è stata costruita una piattaforma on-line con un pacchetto di corsi di alfabetizzazione sulle OER;
  2. Good Practices: è stata costruita una comunità,  attraverso Webinar e seminari in presenza (mantenuta attiva usando google +) per condividere esperienze di buone pratiche per le OER (OEP);
  3. Guidelines: sono state elaborate delle linee guida.

Un altro risultato che mi è sembrato particolarmente utile è una serie di rapporti sull’analisi dello status quo e dei bisogni delle diverse regioni europee su OER. Alcuni aspetti messi in evidenza dal Progetto sono particolarmente interessanti e riconducibili agli aspetti collegati dell’Open Science.

Finora la maggior parte dei contenuti OER per l’educazione degli adulti è prodotto da università ed istituzioni accademiche anche se il contributo di docenti di tutte le istituzioni al di fuori delle università per l’educazione degli adulti (AEI) sarebbe di grande valore, in particolare per sviluppare forme di valutazione e di crediti appropriati per chi apprende tutta la vita e per l’accreditamento nel lavoro.

L’attuazione di una politica di Open Education comporterà un significativo cambiamento di cultura verso la condivisione. Quello che si è evidenziato è che la cultura della condivisione manca. I docenti utilizzano gli strumenti ICT per preparare il loro curriculum, ma non traggono profitto dai vantaggi della condivisione e non sono coinvolti in attività di creazione collaborativa di contenuti con diversi colleghi e con gli stessi studenti. Gli ostacoli da superare sono molti.

Prima di tutto quello dei diritti di proprietà intellettuale  ad esempio sono dei singoli o dell’istituzione? Poi quelli economici, come considerare ad esempio la possibilità di fare eccezioni per alcuni materiali che possono avere un valore commerciale? Un problema generale che è stato evidenziato riguarda la mancanza di consapevolezza delle OER, nonché la mancanza di comprensione di interconnessioni tra le diverse forme di apprendimento aperto e flessibile che è necessario nell’ottica della formazione continua e spinge alla collaborazione le varie istituzioni formative.

Le istituzioni formative ed il personale docente hanno bisogno di essere meglio informati e devono tutti essere sensibilizzati riguardo argomenti come la concessione di licenze, per esempio. Pertanto OERup! è partito dalla necessità di promuovere e favorire la corretta attuazione di buone pratiche con le OER per l’ educazione degli adulti in Europa, con l’obiettivo di far conoscere il valore di OER, oltre a supportare un ambiente OER-friendly negli istituti formativi per allargare partecipazione a Open Education.

Dal punto di vista individuale c’è ancora resistenza da parte dei docenti a costruire contenuti OER, a causa di una mancanza di fiducia nella qualità delle OER, in generale, così come mancanza di competenze nei suoi strumenti ICT. Tra gli operatori OER, e anche tra il pubblico, vi è anche una notevole incomprensione dei termini “libero” tradotto come “aperto” e sinonimo di gratis, così come molto poca importanza viene dedicata ai diritti di proprietà intellettuale e questioni di licenze. La maggior parte degli insegnanti e dei formatori sostengono di aver sempre sviluppato il loro materiale didattico, o parti di esso, in isolamento. All’interno di questa loro creazione di materiale didattico, includono spesso elementi OER singoli, che si trovano online (immagini, video, ecc). Tuttavia solo in rare occasioni i prodotti finali vengono apertamente condivisi in cambio del riuso fatto di singoli elementi. Per quanto riguarda l’accesso a OER, la maggior parte degli intervistatori e gli esperti concordano sul fatto che “sono difficili da trovare”.

L’analisi dei bisogni dimostra che vi è una chiara necessità di formazione e attività educative di sensibilizzazione per i responsabili politici e decisionali.

Sono state illustrate alcune buone pratiche a conclusione del Seminario del Progetto.

Josie Fraser ha animato un progetto per le scuole di Leicester sull’uso di Wikipedia nella formazione degli studenti dei vari livelli (K12). Il suo successo si è basato sul coinvolgimento dei Presidi e delle persone più importanti a livello locale.

Un’altra buona pratica è stata illustrata in Romania coinvolgendo genitori e docenti nel creare OER per la formazione attraverso delle riunioni stile knowledge cafe. Sono stati prodotti alcuni video come ad esempio uno sulla privacy.

Ed in Italia? Il referente italiano del Progetto OERup! è Fabio Nascimbeni, che è membro del Comitato esecutivodell’e-learning Network (EDEN) e collabora con un certo numero di reti nel campo dell’innovazione della formazione in Europa e a livello internazionale. Non ci sono dati aggiornati su OER per l’educazione degli adulti in Italia. Un’indagine fatta dal Gruppo CRUI OER è stata pubblicata nel Quaderno n. 30 della Rivista Universitas nel 2015.

Il Progetto europeo EMMA European Multiple MOOC Aggregator  è stato lanciato nel 2015 con il coordinamento dell’Università di Napoli Federico II. I partner europei del Progetto EMMA comprendono tre Università Aperte (Universitat Oberta de Catalunya in Spagna, Open Universiteit Nederland nei Paesi Bassi e Universidade Aberta in Portogallo) e tre Università (Université de Bourgogne, Francia, Università di Tallinn, Estonia e Universitat Politècnica de València, Spagna). La piattaforma europea, che è multilingue, utilizza quanto è stato sviluppato da Rosanna De Rosa ed il suo team presso l’Università di Napoli. In una prima fase sono stati resi disponibili i corsi MOOC che erano stati creati dai rispettivi partner e subito al suo avvio la piattaforma EMMA contava più di 4000 iscritti ai MOOC.

La tendenza ad uscire dallo scenario frammentato che era stato evidenziato dall’indagine del Gruppo CRUI verso aggregazioni di Università è evidenziata da due esperienze di consorzi universitari per la creazione cooperativa di MOOC.

EDUOPEN è un progetto che ha la paternità di 8 importanti università italiane: Politecnico di Bari, Aldo Moro di Bari, Ferrara, Foggia, Genova, Modena e Reggio Emilia, Parma, Salento, affidato al coordinamento dell’Università di Foggia, per la realizzazione di una piattaforma MOOCs (Massive Open Online Courses) federata comune.

RUIAP Associazione “Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento Permanente” è il progetto specificamente indirizzato all’apprendimento permanente che riunisce circa 30 Università italiane impegnate nella promozione dell’apprendimento permanente, di livello universitario (University LifeLong Learning). La RUIAP aderisce alla Rete europea delle università per il lifelong learning EUCEN.

Queste esperienze credo che possano documentare bene la trasformazione in atto delle università italiane che si adeguano ai cambiamenti non solo tecnologici ma della società nel suo insieme. Il paradigma dell’apertura, malgrado le molte problematiche organizzative e culturali implicite nel concetto spesso frainteso di “Open”è ancora ostacolata, però ora è discusso con una consapevolezza diversa e quindi posso concludere affermando che la situazione delle università italiane verso l’OER lascia ben sperare. Sicuramente sarebbe opportuno quindi aggiornare la ricerca del Gruppo OA OER.

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