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Biblioteche dei Conservatori di Musica: una giornata di studio IAML Italia a Firenze

I Conservatori di Musica e la ricerca: il ruolo delle biblioteche per la qualità degli studi, la governance e la valutazione degli istituti è il titolo della 20. Giornata di studio IAML Italia svoltasi il 16 maggio a Firenze presso la Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze. Ho trovato molte somiglianze con le biblioteche universitarie, sia di problematiche, che di approcci e posso dire che, come le biblioteche universitarie e di ricerca, le biblioteche dei Conservatori si trovano in una fase cruciale, dal mio punto di vista piena di opportunità, in cui il cambiamento tecnologico sta avendo un impatto sulle abitudini di ricerca degli utenti. Dove è l’opportunità? l’opportunità è quella di fare un salto di qualità delle biblioteche (e dei bibliotecari) acquistando o mantenendo un ruolo centrale nell’istituzione e soprattutto nel flusso della creazione di conoscenza.

Nella prima sessione sono state presentate alcune risorse digitali per gli studi musicali: in un approccio tradizionale per le biblioteche si parte dalle collezioni e dagli strumenti bibliografici. Tuttavia queste risorse che sono state presentate non si limitano alle funzioni di cataloghi e bibliografie ma sono evidentemente strumenti che innovano la ricerca, perché offrono funzionalità a valore aggiunto allo studioso. Leonella Grasso Caprioli (Università di Padova) insieme all’editore Guido Liguori ha descritto contenuti e funzionalità del Lessico Italiano del Canto che oltre a rendere disponibili più di  5000 lemmi ne evidenzia tutte le relazioni semantiche strutturate come un  thesaurus. Una funzionalità avanzata che è stata descritta è la disponibilità della fonte trascritta per intero  e non solo un indice di parole:  l’estrazione del lemma dalla fonte che prima non era pssibile  dà la possibilità di contestualizzare altre fonti collegate e rappresenta un’innovazione della ricerca che può modificare l’approccio stesso dell’utente. Caprioli in conclusione ha prospettato il desiderio di allargare al contributo aperto da parte degli stessi utenti per costituire una comunità collaborativa, prospettando l’opportunità della ricerca collaborativa. Sono anche stata colpita dalla presentazione di Agostina Zecca Laterza e Pierluigi Ledda (Ricordi) in cui il Catalogo numerico di Tito Ricordi ottocentesco di Ricordi, pubblicato in parte sempre da Zecca Laterza, è stato messo in linea in modalità open. Laterza ha evidenziato che il mondo della musica è sempre stato globale ed ha circolato facilmente e senza diritto di autore almeno fino a fine ‘800:  di chi era proprietà la musica? editore ha sempre avuto il diritto di proprietà ma questo era limitato nella sua città ed inoltre per chi sapeva anche scrivere mentre si ascoltava la musica, non c’erano vincoli alla disseminazione. Il Catalogo di Ricordi ha quindi valore bibliografico perché descrive le date  in cui Ricordi ha acquistato le opere. Nella prefazione del primo volume che è stato ripreso online sono state comprese anche i supplementi e il secondo catalogo pubblicato nel 1858 circa con 200.000 opere. Mi ha particolarmente colpito l’attività appassionata di Agostina Zecca Laterza che, ormai in pensione da anni, continua ad impegnarsi nella sua ricerca, utilizzando gli strumenti tecnologici più avanzati per aggiornare il lavoro fatto sempre da lei negli anni passati. Agostina Zecca Laterza, in risposta al mio commento su come le tecnologie cambiano il lavoro del bibliotecario, mi ha risposto “Io non ho cambiato, io continuo a fare la bibliotecaria”!  Il Répertoire International de Littérature musicale descritto da Zdravko Blazekovich (executive editor RILM, New York) e da Gionata Giacomelli (EBSCO)contiene circa 750000 record estratti da pubblicazioni periodiche di cui 700 italiane,  libri ed altro, dal 1835 al 1966 e dal 1967 ad oggi, abstract in lingua originale e alcuni in inglese. Piattaforma integrata in JSTOR e organizzata con Comitati nazionali RILM che raccolgono gli abstract; questi Comitati lavorano in collaborazione coi corsi di biblioteconomia presenti nei Conservatori ed anche il singolo autore può collaborare direttamente. Anche Torrossa (Casalini Libri) offre numerose risorse per la musica nella piattaforma full text illustrata da Andrea Ferro.

Tutte queste risorse digitali per la musica sono rese disponibili con abbonamento e licenza di accesso dall’editore. Tutte queste risorse chiedono e prospettano per altro di avviarsi alla ricerca collaborativa, chiedendo il supporto degli studiosi per il continuo aggiornamento. Potrebbero – ho pensato – le biblioteche dei Conservatori offrire uno spazio per facilitare la ricerca collaborativa? L’attività delle biblioteche è sempre stata collaborativa. Inoltre mi ha particolarmente interessato notare che quando si sollecita la ricerca collaborativa non si pensa ad includere le biblioteche, che potrebbero anche arrivare ad avere un ruolo di editore. Il problema che ho notato con le risorse presentate durante la Giornata è che anche le risorse aperte non mi sembra consentano il ri-uso e l’interoperabilità è ancora un obiettivo da raggiungere.

Nella seconda parte della Giornata ci si è concentrati sulle biblioteche dei Conservatori musicali, che pur avendo investito molte risorse in OPAC sono in ritardo per servizi come recuperare il pregresso del catalogo, integrare le risorse digitali e le banche dati in linea, la disponibilità di un motore di ricerca specializzato e unico. Possono le biblioteche dei Conservatori accompagnare il cambiamento dei Conservatori? In particolare possono essere di supporto alla valutazione della ricerca.

Il gruppo di studio per la definizione dei criteri di valutazione per i Conservatori è stato presentato dal Presidente Paolo Troncon (Presidente Conferenza dei Direttori e gruppo di studio ANVUR) e la comunità di ricerca degli studiosi di musica (Artistic research e l’associazione RAMI) è stato presentato da Leonella Grasso Caprioli (Conservatorio di Vicenza). Ho particolarmente apprezzato queste due presentazioni, che evidenziano un cambiamento di approccio verso la valutazione e come questo possa migliorare la qualità della ricerca e di conseguenza migliorare la qualità delle biblioteche. Si sta avviando un circolo positivo quindi, ma ancora ci sono degli ostacoli da parte delle biblioteche.  Federica Riva (Presidente IALM) ha brevemente descritto i punti di forza e le criticità delle biblioteche nei Conservatori di musica alla luce del loro coinvolgimento nei processi di valutazione. La mia percezione è che le biblioteche dei Conservatori non sono veramente inserite nei processi della ricerca degli studiosi ed hanno forse ancora un approccio conservativo e basato sulla conservazione delle collezioni. I bibliotecari dei Conservatori potrebbero ispirarsi agli indicatori utilizzati dal Progetto GIM delle biblioteche universitarie.

Aspettative generali e indicazioni professionali sono venute nella discussione finale dal prof. Sergio Cordibella, Presidente della Conferenza nazionale dei presidenti dei Conservatori italiani. Di fronte alle nuove esigenze della valutazione della produttività scientifica, ha affermato Cordibella, occorre migliorare i servizi delle biblioteche con orari prolungati, gli studenti hanno bisogno di supporto per fare tesi di laurea, devono saper usare i repertori, ed avere servizi. La biblioteca è importante per l’accreditamento degli istituti? deve avere allora i requisiti strutturali, organizzativi e professionali.

 

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