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Profilo

Docente presso l’Università di Parma dal 2000 ed in precedenza Coordinatore delle biblioteche universitarie presso l’Università di Roma, Bologna e Firenze.

Dal 2006 è coordinatore locale del master Erasmus MundusDigital Libraries Learning”, join Master con Oslo University College e con Tallinn University, insegnato in inglese ed aperto a studenti europei e non europei. I suoi interessi riguardano: l’internazionalizzazione della formazione in biblioteconomia, le biblioteche digitali e l’editoria digitale.

E’ socia AIB dal 1974, è stata Membro del Governing Board dell’IFLA e membro dello Standing Committee IFLA IPA (International Publishers Association), è Chair della Education and Training Section. partecipa a EUCLID (Associazione dei Professori di Biblioteconomia Europei) come membro del Board. E’ delegata del rettore per l’insegnamento a distanza.

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Programma per AIB Toscana 2011

L’Associazione professionale ha il compito specifico di stimolare il miglioramento continuo della professione ed il suo riconoscimento, ma questo compito è stato spesso difficile da realizzare, adattandosi a tante diverse situazioni e problemi in Italia. Infatti oggi il livello professionale in Italia è considerato più basso che all’estero.

Credo che il livello locale e regionale sia quello più importante da cui iniziare a mettere in paratica un nuovo ruolo attivo del bibliotecario, promuovendo attivamente se stessi nella comunità e anche convincendo tutte quelle persone che hanno un’immagine stereotipata del ruolo del bibliotecario che ora c’è una nuova e rinnovata figura professionale.

Questa è la mia visione del bibliotecario: i bibliotecari non si limitano ad essere intermediari tra autore e lettore ma in era digitale hanno un ruolo sociale da svolgere nella società e nell’istituzione da cui dipendono.

Questo ruolo è senza confini: le esperienze a livello nazionale ed internazionale potranno essere diverse, ma il bagaglio di conoscenze è lo stesso. Anche il ruolo culturale deve essere inteso come attivo, propagatore e animatore di cultura. Il colloquio con altre professioni è necessario, come anche comunicare all’esterno, non possiamo continuare a parlare solo tra bibliotecari.

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