Archivio per la categoria Editoria digitale

By the book 2016: terzo appuntamento del Convegno internazionale a Firenze (Villa Finaly)

Clul0PlXIAA8BJJ.jpg-largePer il terzo anno consecutivo, si è svolto a Villa Finaly (Firenze) il Convegno internazionale “By the book 2016“, organizzato dall’Università di Sorbona 13 con Oxford Brookes University e l’University of Ljubljana. Il titolo del Convegno “Building Audiences for the Book in an Age of Media Proliferation” individua il focus sulla trasformazione digitale del libro e l’impatto sociale ed individuale che questo comporta. Il cambiamento è evidente nell’industria editoriale, ma ancora non è ben compreso dalle istituzioni, organizzazioni e persone perché manca ricerca nel settore emergente di studi sull’editoria. Durante la Conferenza è stato deciso di avviare un’European Publishing Studies Association (EuroPub) proprio con lo scopo di promuovere e diffondere studi e ricerche sull’editoria in cui accademici e professionisti con diverso background possano collaborare per una migliore comprensione dei problemi che l’introduzione del digitale ha su autori/lettori e l’intera filiera editoriale.

Twitter: 

Link al programma By the book 3

Leggi il seguito di questo post »

Lascia un commento

Innovazione della ricerca scientifica: un’indagine

La Biblioteca dell’Università di Utrecht ha promosso un’indagine per monitorare il cambiamento della ricerca scientifica.

Sono più di 600 gli strumenti che gli studiosi utilizzano nelle varie fasi di ricerca: preparazione; ricerca dell’informazione; analisi; registrazione dei risultati; pubblicazione; disseminazione; valutazione. Un documento con l’elenco degli strumenti è condiviso dagli autori.

I risultati parziali sono aggiornati costantemente e sono più di 10.000 ad oggi i rispondenti. Per chi risponde, subito il proprio risultato comparato ai propri pari. Il mio risultato è il seguente:

Schermata 2016-02-03 alle 23.18.47

Mi posiziono tra moderna e innovativa per le fasi del ciclo della ricerca che comprendono l’accesso e la creazione di pubblicazioni e dati, ma non per l’analisi che resta tradizionale.

Le categorie previste per classificare il grado di innovazione sono:

Tradizionale: il comportamento rimane quello delle pubblicazioni a stampa, ma è in linea.

Moderno: usa le capacità di collegamenti e di ricerca veloce e estesa di Internet.

Innovativo: cambia il mio in cui si è fatto finora: nuovi business model, ruoli diversi degli stakeholders, cambiamento del flusso della ricerca, ecc.

Sperimentale: Cambiamento radicale anche con tecnologie con dei rischi.

Scadenza del questionario 10 febbraio! Per partecipare ecco il link:
https://innoscholcomm.typeform.com/to/Csvr7b?source=5p2c6L

 

Lascia un commento

Dati di ricerca nelle biblioteche

Panel

Panel “Open Access to Research Data”.

In questi ultimi anni, abbiamo assistito ad un (lento) cambiamento di paradigma nel modo in cui i risultati della ricerca sono stati pubblicati e diffusi. Un fattore che potrà accelerare questo cambiamento è la spinta alla pubblicazione dei risultati della ricerca in modalità Open Access (OA)  e più di recente (2010) la spinta data dalla Commissione europea in direzione dell'”Open Science” evidenziata nella pubblicazione del Rapporto “Riding the Wave” . Questo Rapporto persegue non solo la pubblicazione dei risultati della ricerca OA, ma anche la pubblicazione OA dell’ “input per la ricerca”,  cioè della materia prima alla base del processo di ricerca, genericamente identificata come dati di ricerca.

Un Panel durante l’ultimo Convegno TPDL a Poznan (Polonia) ha discusso questo tema, per capire responsabilità, infrastrutture e ostacoli anche culturali da rimuovere. Il Panel è stato coordinato da Vittore Casarosa (CNR) ed ha avuto come relatori: David Giaretta (UK), Seamus Ross (Canada), Herbert Maschner (US), Cezary Mazurek (Poland), Andreas Rauber (Austria), Anna Maria Tammaro (Italia).

Leggi il seguito di questo post »

Lascia un commento

By the book 2015: un Convegno internazionale sull’Editoria digitale a Firenze (Villa Finaly)

Il Convegno internazionale “Books and reading in an age of media overload: by the book 2015” si è tenuto il 18-19 giugno 2015 a Villa Finaly a Firenze. La comunità dei partecipanti è internazionale e interdisciplinare: intorno al libro ed alla sua filiera diverse comunità di interesse stanno facendo ricerca, usando diversi approcci metodologici. L’iniziativa dell’Università di Sorbona 13 con Oxford Brookes University e University of Ljubljana, realizzata da un Comitato internazionale, ha portato insieme a discutere accademici e professionisti con diverso background, per una migliore comprensione dei problemi che l’introduzione del digitale ha su autori/lettori e l’intera filiera. L’approccio è stato accademico e di ricerca, analizzando il cambiamento in corso attraverso l’evidenza di studi di caso nelle diverse nazioni europee (16 Stati rappresentati dai partecipanti).

Sembra di poter dire che la spinta che guida il cambiamento verso il digitale è soprattutto economica (più che tecnologica) tuttavia il cambiamento culturale e di abitudini è lento, per autori, lettori, editori, bibliotecari e in genere IMG_2770tutti gli interessati. L’editoria non è  solo cultura della scrittura ed industria del libro, ma è legata alla cultura ed ai valori nazionali ed internazionali attribuiti alla diffusione dei testi.

Nella prima giornata, le sessioni hanno riguardato l’industria editoriale ed i modelli di business, la globalizzazione vs il nazionalismo, la comunicazione scientifica, la disseminazione  e  la ricerca sull’editoria.

Si è parlato di biblioteche nella relazione di Tom Wilson e Elena Maceviciute (Boras University) sull’impatto degli e-book nelle biblioteche universitarie in Svezia e di Sarah Hughes (Oxford Brookes University). Entrambe queste ricerche hanno cercato di evidenziare il valore aggiunto che le biblioteche danno al ciclo della risorsa digitale. In Svezia la ricerca ha evidenziato l’importanza dei metadati ed i tag aggiunti per andare meglio incontro alle esigenze degli utenti. A Oxford Brookes il valore delle biblioteche è stato nella disseminazione della risorsa digitale prodotta dalla stessa Università attraverso il catalogo e la rete delle biblioteche.

Il sistema dell’editoria digitale è fatto da molti stakeholders, con interessi divergenti e motivazioni in competizione. Alcuni attori sono ancora necessari? se non sono più necessari perché esistono ancora? in particolare qual è il valore dell’editore. Il termine editore – dice Kristina Lundblad – ha in Europa diversi significati come “rendere pubblico” Publisher dal latino pubblicare, Editore dal latino edere “get away” , Verlag “dare denaro o altro per”. La storia dell’editoria dimostra un’evoluzione del ruolo dell’editore fino a diventare come ora il garante della qualità della pubblicazione, con funzionalità di supporto al ciclo della creazione e diffusione dell’opera. In sintesi il ruolo dell’editore è passato da quello dello stampatore che viene pagato per produrre un manufatto a quello di un intermediario che filtra la qualità delle pubblicazioni. Professioni come quello del revisore editoriale sono ancora importanti e considerano il manoscritto dell’autore come un’opera imperfetta da completare, sono come co-autori.

Cambia la catena del valore nel contesto digitale con la convergenza dei media e dei flussi di lavoro come conseguenza della digitalizzazione: questo fenomeno è davvero nella sua infanzia, ma il ciclo della pubblicazione è cambiato. Gli editori sono alla ricerca di nuovi modelli, di solito basati sulla produzione, oppure basati sul contenuto.

E’ stata indicata la teoria di Thomson (2012) per orientarsi nella situazione attuale:

  1. publishing is a plurality of world fields
  2. field have distinctive dynamics
  3. fields have relational positions which are not fixed

Gli attori coinvolti nell’ecosistema digitale sono stati il tema principale della seconda giornata, insieme alla necessità di ricerca sull’editoria, di formazione e di maggiore collaborazione tra industria editoriale e università. La trasformazione verso il digitale sta stimolando un cambiamento profondo del ruolo degli attori, a cominciare dall’autore e dal lettore. Gli autori possono ora pubblicare parti di libro o intero libro da soli; la lettura sta cambiando nelle abitudini dei lettori. Alcuni studi di caso sono stati presentati che danno l’evidenza del cambiamento di abitudini e comportamenti, che tuttavia è più lento delle tecnologie disponibili.

Nuove partnership sono stimolate: le librerie potrebbero collaborare con le biblioteche, anche se ancora c’è competizione e interessi divergenti. Gli autori e lettori potrebbero diventare co-promoter delle biblioteche ed essere coinvolti nella costruzione dei servizi. Anche il crowdfunding è un’opportunità da sperimentare per la sostenibilità della pubblicazione. In un momento di grande trasformazione servono teorie, modelli, idee innovative e creatività.

L’aggiornamento professionale è uno dei bisogni principali per un’industria creativa come l’editoria. L’indagine della Lituania (Arunas Gudinavičius, Vilnius University), ha evidenziato che la maggioranza dei professionisti non fa regolarmente aggiornamento, con l’allarmante risultato che il Manager e Project Manager sono quelli che si aggiornano meno di tutti (!).  I professionisti chiedono soprattuto temi come Copyright, Promozione, Design e corsi più tecnologici su digital strategy, e-books, apps, gestione di contenuti digitali.

Innovazione e creatività sono parole chiave anche nell’editoria. L’innovazione può partire dalla storia del libro, ma occorre un approccio multidisciplinare e soprattutto occorre che i professionisti siano capaci di applicare una metodologie di ricerca per una migliore comprensione e consapevolezza dei ruoli, funzioni, bisogni, utenti da facilitare.

Occorre anche offrire nuovi corsi universitari, con programmi che rinforzino ed aggiornino le competenze professionali senza rinunciare ad un approccio teorico. Mentre finora l’editoria è stata vista come strumento di diffusione della ricerca, ora è oggetto di ricerca essa stessa. Sono stati censiti in Europa 176 corsi ed un numero più numeroso di moduli di insegnamento universitario. La Facoltà/Dipartimento in cui è inserito condiziona il contenuto del corso ed è necessario aprire a studenti con diverso background. I corsi sono spesso allineati al mercato del lavoro. Si è anche discusso che il programma dovrebbe adottare un approccio globale e internazionale ed una metodologia didattica innovativa come Experential learning descritto da Rose Leighton (Hogeschool van Amsterdam, Netherland) attraverso l’esempio di Oxford-Amsterdam. Malgrado le iniziative in corso, c’è ancora un “gap” formativo e gli studi sull’editoria devono essere estesi come scopo, livello e soprattutto riflettere il cambiamento in corso,

Un Convegno di successo questo a Villa Finaly, che ha soddisfatto molto i partecipanti ed ha dato molti stimoli su cui riflettere.

Link al Programma By the book 2015

Twitter #bythebook2015

1 Commento