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By the book 2016: terzo appuntamento del Convegno internazionale a Firenze (Villa Finaly)

Clul0PlXIAA8BJJ.jpg-largePer il terzo anno consecutivo, si è svolto a Villa Finaly (Firenze) il Convegno internazionale “By the book 2016“, organizzato dall’Università di Sorbona 13 con Oxford Brookes University e l’University of Ljubljana. Il titolo del Convegno “Building Audiences for the Book in an Age of Media Proliferation” individua il focus sulla trasformazione digitale del libro e l’impatto sociale ed individuale che questo comporta. Il cambiamento è evidente nell’industria editoriale, ma ancora non è ben compreso dalle istituzioni, organizzazioni e persone perché manca ricerca nel settore emergente di studi sull’editoria. Durante la Conferenza è stato deciso di avviare un’European Publishing Studies Association (EuroPub) proprio con lo scopo di promuovere e diffondere studi e ricerche sull’editoria in cui accademici e professionisti con diverso background possano collaborare per una migliore comprensione dei problemi che l’introduzione del digitale ha su autori/lettori e l’intera filiera editoriale.

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Biblioteche universitarie ed il cambiamento della comunicazione scientifica: una Tavola rotonda a Trieste

Il secondo Convegno congiunto ACNP e NILDE si tiene il 22 e 23 maggio 2014 a Trieste presso l’Università con il titolo Ecosistemi per la ricerca e affronta in un’ottica internazionale i temi del rapporto tra cataloghi collettivi e servizi interbibliotecari e il più generale ambito della ricerca scientifica.

Il coordinatore della Tavola rotonda Ivana Truccolo (Biblioteca di Aviano) ci ha dato due domande a cui rispondere. Di seguito le domande e le mie risposte:

1)Esiste, a Vostro parere, un terreno di possibile collaborazione fra ciò che si muove a livello governativo, nei vari ambiti, e quello che si muove nelle biblioteche italiane, in tema di valutazione della ricerca e supporto alla valutazione? Se sì, su quali elementi si basa? Se no, quali sono i motivi/vantaggi/criticità/eventuali controindicazioni per entrambe le parti?

Io credo che la domanda vada inquadrata nel cambiamento in corso della comunicazione scientifica. Questo cambiamento è spinto dall’editoria digitale e dalle tecnologie di Internet e del Web e ha reso possibile una trasmissione veloce di idee e dati di ricerca ed altre possibilità innovative, come la ricerca collaborativa, che non erano possibili prima e che stimolano molto la creatività. Questo cambiamento della comunicazione scientifica è universale, non limitato all’Italia. Tuttavia, ci sono degli ostacoli, che osservo soprattutto in Italia: la tardiva accettazione delle pubblicazioni digitali nella valutazione della ricerca, la peer review e l’abilitazione all’insegnamento. Allora la domanda da chiedersi è: quale ruolo ha la biblioteca universitaria oggi nella comunicazione scientifica? quale ruolo dovrebbe assumere la biblioteca universitaria nel cambiamento della comunicazione scientifica?

Il ruolo avuto finora è quello che è stato chiamato da Dempsey Outside-In o anche chiamata tendenza centripeta (biblioteca centrica). La biblioteca ha acquisito una collezione composta da risorse di conoscenza prodotte all’esterno, ha organizzato queste risorse come sua principale funzione e le ha rese disponibili in modo più o meno integrato nel sito Web della biblioteca, garantendo l’accesso con cataloghi (parziali) e bibliografie (bookmarks). Il ruolo che la biblioteca potrebbe avere, anzi a mio avviso deve avere se non vuole diventare obsoleta, è invece quello chiamato da Dempsey Inside-Out o tendenza decentrata (centrata sull’utente), in cui la biblioteca cerca di disseminare all’esterno la collezione di conoscenza prodotta dall’istituzione e moltiplica i canali di accesso della biblioteca, andando lì dove sono gli utenti e cercando di essere integrata nel flusso delle attività degli utenti. In sostanza, come ci ha ricordato il Delegato del Rettore di Trieste alla ricerca, dobbiamo inserirci nel flusso dei processi di creazione, disseminazione e valutazione della ricerca, a cominciare dalla ricerca prodotta dalla nostra istituzione. Anche il supporto alla didattica viene incluso nel ciclo della comunicazione scientifica ed apprendere attraverso la rassegna della letteratura e la condivisione delle risorse prodotte all’interno ed all’esterno dell’istituzione è la prima fase di ogni metodologia di ricerca, in ogni disciplina. Anche gli studenti, in una didattica innovativa, sono coinvolti nella creazione di risorse digitali, non solo limitate alla tesi.

Ho detto prima che in Italia ci sono delle barriere culturali ben note a tutti voi. Ebbene il vostro ruolo come bibliotecari è di advocacy per Open Access e la vostra funzione è quella di costruire i pilastri fondamentali dell’Open Science. La vostra missione quindi non va vista limitata ai muri della biblioteca, lo sforzo da fare è quello di posizionarsi nel ciclo della comunicazione scientifica e facilitarlo. Va bene continuare a costruire strumenti di ricerca che sono essenziali come ACNP e NILDE. Mi piace qui ricordare che questi due progetti  sono stati costruiti e sono gestiti con poche risorse  rispetto a progetti più ambiziosi ma danno un servizio essenziale e importante molto di più di altre risorse assai più costose ai contribuenti. In particolare ACNP, sin dal suo inizio agli inizi del 1970, è nato ed è stato contestualizzato nel processo della comunicazione scientifica e deciso come progetto durante le prime Giornate della Scienza del CNR: quindi non è inquadrato nel concetto della biblioteca intesa come deposito organizzato. Per chi fosse interessato ad approfondire il problema del ruolo delle biblioteche raccomando un rapporto di Vannevar Bush Science the endless frontier.

2)Ritenete ci possa essere spazio per estendere la collaborazione fra biblioteche e ambiti governativi in tema di valutazione – a meno che non vi siano “controindicazioni” – e quali sono, a Vostro parere, obiettivi e idee pratiche per concretizzare tale estensione di collaborazione?

Le biblioteche universitarie hanno da sempre trascurato il contesto istituzionale, a favore di problematiche tecniche, coerentemente alla visione centripeta descritta sopra. Le biblioteche si comportano come un microcosmo ed anche quando si pongono nell’ottica corretta di voler essere di supporto all’utente, aspettano che questo venga in biblioteca.

Vorrei sgombrare prima di tutto il campo da possibili malintesi: niente piagnistei che i bibliotecari non sono capiti, che non vengono ritenuti all’altezza di saper fare ricerca, che non possono fare  ricerca. Si cerca di utilizzare il tema della valutazione per ottener vantaggi di visibilità ala professione, che da sempre soffre di problemi di riconoscimento? oppure si cerca di facilitare la comunicazione scientica? Se le biblioteche cambiano il paradigma della tendenza decentrata e si preoccupano veramente di dare un supporto ai problemi del contesto universitario, compresa la valutazione, va da sé che riusciranno a non diventare obsolete ed ad essere integrate nel flusso rinnovato della comunicazione scientifica. Come?

AIB CNUR ha indicato nel Rapporto sulle biblioteche universitarie:

1. Biblioteca come editore di pubblicazioni Open Access per sostenere la disseminazione della conoscenza scientifica prodotta nelle università

2. L’apporto alla valutazione della ricerca Le competenze che le BUR possono mettere a disposizione delle IISR sono bibliografiche, biblioteconomiche e bibliometriche. Favoriscano l’interoperabilità tra gli archivi istituzionali e le anagrafi della ricerca

A queste io aggiungo altre attività: Raccolta e gestione dei dati di ricerca ed anche supporto all’editoria digitale. La cura dei dati è un nuovo ruolo da assumere, di cui sottolineo l’urgenza, il supporto attivo all’editoria digitale (ed aggiungerei anche all’e-learning) rientra nel ruolo di inserirsi nella comunicazione scientifica a cominciare dalla creazione della conoscenza.

I bibliotecari hanno avuto finora un ruolo passivo e questo li pone in una posizione rischiosa, quando gli amministratori on ne percepiscono il valore ma invece ne vedono i costi dei depositi e dello staff. Il cambiamento di prospettiva è quello di diventare dei supporti alla ricerca e didattica, spostarsi da un punto di vista basato sulla collezione ad un punto di vista basato sulle competenze. Può anche dirsi che sicuramente nessuno chiede ai bibliotecari di assumere questo nuovo ruolo: ma non è questo un motivo per non farlo. Come anche i bibliotecari sono spesso assenti dai tavoli dove si distribuiscono le risorse. Ma questo è responsabilità dei bibliotecari che non sono capaci di comunicare il loro valore.Inoltre devono far guidare le loro linee strategiche dalla missione istituzionale dell’Università e non dalle tradizionali funzionalità bibliotecarie. In questo modo le biblioteche possono continuare a mantenere un posto centrale nell’Università.

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